Se le cose stanno come stanno direi che conosciamo già con chi possiamo prendercela. Non possiamo, infatti, attribuire a Monti la colpa di quanto è accaduto ai nostri conti, poiché Monti è stato investito dall'Europa a fare quanto sta facendo.
Non possiamo nemmeno prendercela con Berlusconi che - a modo suo - ha fatto quel che ha fatto perché ha dovuto farlo...
Dobbiamo, per converso, prendercela con l'Italia: paese civile e democratico, solidaristico e tollerante. Un paese che sempre ha piegato la testa di fronte al potente di turno. Forse sarebbe il caso di indagare sui motivi reali che spingono l'homo italiota ad essere sempre pronto a salire sul carro del vincitore, a cambiar casacca ancor prima che la casacca cambi colore da sola...
Si sbagliavano dunque coloro i quali credevano di poter fermare la corruzione a suon di inchieste e tintinnii di manette. La potenza mass-mediatica del Presidente-editore ha ottenuto quanto era nei suoi obiettivi. D'altronde le opposizioni non hanno saputo fare il loro mestiere e, sovente, si sono lasciate contagiare dal savoir faire berlusconiano. Le classi dirigenti che si sono succedute nell'arco di oltre un cinquantennio sono lo specchio del paese reale che abbiamo di fronte. Non è vero che esiste un' altra Italia. E, comunque, se esiste, è assai minoritaria; si sbagliava pure chi credeva nella spinta rigeneratrice della cosiddetta "società civile", poiché non esiste una società civile distinta e, soprattutto, distante dalla nefanda classe politica che finora ci ha rappresentato. Questo è un fatto acclarato.
La sconfitta, perciò, è abbastanza netta. Non esiste cioè una via di fuga; un modo per esimerci dalle nostre precise responsabilità, dai nostri limiti e dalle nostre debolezze.
Trovare un capro espiatorio a tutti i costi mi sembra una soluzione assai superficiale e, per certi versi, criminale. Per questo non mi convincono i complotti e ancor meno le fumoserie esoteriche presenti sui libri o sui blog.
© ♕Pier Luigi
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