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martedì 31 gennaio 2012

Il rigore non serve a nulla

Nonostante le parole rassicuranti di Mister Mario, secondo cui, “l'Europa è seduta sulla roccia”, conviene essere assai prudenti, soprattutto dopo l’opting out della Gran Bretagna;  appunto perché non esiste ancora un meccanismo cooperativo adeguatamente finanziato e sufficientemente tempestivo, in grado cioè di evitare il prossimo default della Grecia e, successivamente, anche quello del Portogallo. Dopo le continue consultazioni ai vertici europei nulla è cambiato. L’eurozona e il FMI stanno lavorando, di comune accordo, alla creazione di un fondo – salva stati, una sorta di “ombrello” in grado di salvare il salvabile. Intanto i rendimenti dei titoli portoghesi lievitano paurosamente, poiché gli investitori vogliono vederci chiaro su come sarà pilotato il fallimento greco. L’inflazione tedesca scende, seguendo il mefitico trend europeo. Paul Krugman, dal canto suo, fa una interessante riflessione secondo cui Gran Bretagna e l’Italia, ad una distanza eguale rispetto all’inizio della crisi, fra il 2007 e il 1929, mettendo su assi temporali, i medesimi periodi di tempo, dimostra come entrambi siano molto al di sotto circa i famigerati “punti di ripresa del PIL” rispetto al 1929. Il rigore per il rigore, in pratica, non serve a un cavolo. Altri sono i probemi, ma tutti fanno finta di guardare da un'altra parte.

giovedì 24 novembre 2011

Euro-petardi

All'’asta dei Bund tedeschi c’è stato un fiasco. Un botto pauroso che nessuno si aspettava. Un titolo decennale tedesco è andato per un terzo “non-coperto”. E’ un altro chiarissimo segnale di come la crisi non interessi solo i paesi mediterranei. La crisi è generale. L’unione non sa che pesci pigliare. Cosa significa ciò? In primis significa che i nostri politici ci hanno mentito all’atto di entrare nella cosiddetta moneta unica. Non è stato un buon affare, soprattutto considerato il cambio della Lira con l'Euro. A parlare così non sono i soliti pur autorevoli euroscettici, come Antonio Martino o Giorgio La Malfa. Il malcontento comicia ad essere bipartisan. Il rettore dell'Università Bocconi di Milano, ritenuto da tutti come uno stimato ed autorevole economista, ha affermato fra l'altro: "Bisogna ammettere che abbiamo sbagliato".   I titoli dei debiti pubblici sono denominati in euro ma è come se fossero quotati in valuta straniera.  Ciò dimostra, se ancora ve ne fosse bisogno, che questa unione è surrettizia. L'euro è servita principalmente alla Germania.  Servirebbe una modifica dei trattati di Maastricht e di Lisbona. Mister Mario sembra invece avere le idee ben chiare e prepara al salasso gli italiani che vivono del loro lavoro. Questi ultimi  si accorgeranno presto di cosa significa praticamente “governo tecnico”.