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venerdì 1 giugno 2012

Berlusconi ai deputati PdL: restituiamo al popolo la sovranità monetaria




Francesco Filini 
per ilVostro.it
Che la perdita di sovranità monetaria sia la vera causa della crisi finanziaria è ormai riconosciuto da parecchi politici ed economisti, ma nessuno finora, nemmeno Grillo, aveva avuto il coraggio di mettere la Banca Centrale Europea sul banco degli imputati. Lo ha fatto Silvio Berlusconi durante l’assemblea dei gruppi politici del Popolo della Libertà, dichiarando di avere un’idea pazza in testa: di stampare gli euro con la Zecca dello Stato, senza aspettare che la BCE per mezzo della Banca d’Italia metta in giro quei colorati pezzi di carta che servono a misurare il valore delle merci e a fungere da intermediario negli scambi. Servono, in poche parole, a permettere alla gente di lavorare, di produrre, di creare ricchezza reale: l’unico metodo per uscire dalla crisi.
Il sistema d’emissione attuale è sottoposto alle normative stabilite nel lontano 1992 dal Trattato di Maastricht che consegnava la sovranità monetaria degli Stati aderenti all’Euro affidando alla BCE “la definizione e l’attuazione della politica monetaria” (articoli 104 e 105 del Trattato). Va aggiunto che agli Stati viene lasciato il potere di coniare le monete metalliche, nelle quantità stabilite sempre dall’autorità monetaria che è la BCE. Se infatti guardiamo agli spiccioli che abbiamo nelle nostre tasche, noteremo una sostanziale differenza dalla moneta di carta, ovvero che in ogni singola moneta coniata dalle zecche nazionali vi è sovraimpressa la sigla e l’immagine di riferimento propria del Paese. Mentre la moneta-carta si presenta più anonima riportando solo l’immagine dell’Europa e la sigla della BCE riportata in tutte le lingue. La moneta sin dalla sua esistenza ha sempre riportato l’effige, la sigla o la firma del proprietario di chi la mette in circolazione, basta fare un giro in qualsiasi negozio di numismatica per vedere come – ad esempio – sui sesterzi romani veniva stampigliata l’immagine dell’Imperatore, dell’autorità politica che ne garantiva il valore. Oggi l’Euro-carta porta la sigla della BCE, cosa che fa presupporre che l’Istituto d’emissione ne sia il legittimo proprietario, ma il Trattato di Maastricht si è “dimenticato” di specificare che la proprietà dei valori monetari messi in circolazione appartenga alla Banca Centrale Europea, così come ha messo in evidenza l’europarlamentare Marco Scurria in una sua recente interrogazione al Commissario europeo Olli Rehn: non esiste nessun articolo del Trattato, nessuna norma, nessuna legge nazionale, niente di niete che consegni la proprietà dell’euro all’Istituto d’emissione. Il motivo è molto semplice e presto spiegato: dal 15 Agosto del 1971 il collegamento tra banconota e corrispettivo in oro è cessato insieme agli accordi di Bretton Woods. Ciò sinifica che il valore del denaro nasce per convenzione, non per una qualità della materia. Lo spiegava bene già il grande Aristotele nell’Etica Nicomachea: “[…] un sostituto del bisogno è diventata la moneta, per accordo comune, e per questo ha il nome di moneta (nomisma), perchè non è per natura, ma per convenzione (nomoi), e dipende da noi modificarla o porla fuori corso.”
Quindi se è la convenzione, ovvero la legge che nasce dalla volontà dei popoli, a tenere in vita la moneta è lecito affermare che l’unico legittimo proprietario del valore creato (oggi a costo nullo) è lo Stato, quindi i cittadini.
L’idea pazza di Berlusconi è la normalità perduta, è la restituzione del denaro al legittimo proprietario, è la rivoluzione copernicana che rompe gli schemi imposti dalla tecnocrazia finanziaria e riporta l’equilibrio tra le genti: è il giusto riconoscimento del prodotto del lavoro umano. Belusconi ha capito l’errore di fondo su cui si basa il sistema finanziario attuale che vede la BCE emettere denaro-debito attraverso il prestito a interesse, appropriandosi dei valori monetari senza che nessuno lo avesse stabilito, indebitando tutto il sistema sin dall’origine. Un errore che suona come una truffa visto che dal meccanismo illecito gli unici a guadagnare sono le grandi banche e i grandi gruppi finanziari che stanno dietro la Banca Centrale Europea.
Silvio con la sua proposta ha indirettamente svelato l’inganno e ha lanciato un messaggio inequivocabile: torniamo ad essere sovrani della nostra moneta, artefici del nostro destino.
 

lunedì 12 dicembre 2011

Mario Monti & Co.: i nuovi Visitors

 



Qualche sera fa stavo rivedendo sulla rete alcuni episodi di V-Visitors, una serie tv di gran successo che negli anni ottanta appassionò molti tra ragazzini e adulti: alieni-lucertoloni giunti sulla Terra da un pianeta lontano assumono sembianze umane presentandosi come “amici”, pronti a far dono ai terrestri della loro progredita evoluzione tecnologica e scientifica, ma in realtà la visita nel nostro pianeta nasconde un obiettivo ben preciso: rubare l’acqua. I terrestri, all’inizio diffidenti e spaventati dall’arrivo di queste 50 imponenti astronavi-madre stazionanti in altrettante grandi città del globo, accolgono gli alieni con simpatia e affetto, ignari delle terribili intenzioni dei lucertoloni dalla voce amplificata. Soltanto un gruppo di uomini capeggiati dalla bella scienziata Juliet e dall’eroico e spericolato reporter televisivo Mike Donovan, riescono a scoprire la vera natura e le vere intenzioni dei visitatori. Subito si organizzano e danno vita alla “resistenza” per difendere il proprio pianeta dall’esproprio di risorse messo in atto dagli alieni venuti dallo spazio. Il primo obiettivo che la resistenza si propone di raggiungere è quello di smascherare i visitors mettendo in luce la loro ripugnante natura rettile, affinchè i popoli della Terra aprano gli occhi: ci riusciranno durante una cerimonia ufficiale ripresa in diretta dalla televisione nazionale, ma la stampa asservita al regime degli occupanti farà in modo di rasserenare la cittadinanza, mettendo all’indice i “complottisti” e mandando in onda un filmato riparatore della cerimonia, dove non escono fuori lucertole ed esseri orripilanti ma soltanto brave persone che vogliono aiutare l’umanità. La resistenza non s’arrende, organizza continue azioni di disturbo e blitz tra le file nemiche, avvalendosi della collaborazione della “Quinta Colonna“, un corpo clandestino interno ai visitors che si oppone alle mire distruttrici della bella mangiatopi Diana. Dopo innumerevoli episodi la resistenza riuscirà a salvare l’umanità grazie alla scoperta fatta da Juliet di un germe innocuo agli uomini e fatale per i visitors. Questo sarà sparso nell’aria per mezzo di grandi palloni aerostatici, uccidendo tutti i rettiloni, con eccezione dei visitors buoni della 5^ Colonna, immunizzati da un antidoto creato sempre dalla bella Juliet. Il giusto lieto fine di una storia lunga e avvincente.

Mentre rivivevo le emozioni da ragazzino degli anni ’80 riguardando la serie tv, notavo con tragico stupore l’impressionante assonanza tra l’allegoria dei visitatori e quella dell’attuale situazione politica italiana. Tra un raggio laser e un topo inghiottito mi convincevo sempre di più che i nostri nuovi governanti non sono altro che i nuovi Visitors: in effetti Mr. Monti (così viene ripetutamente chiamato nelle diverse assise €urocratiche) e i suoi soci sono venuti mascherati da salvatori della Patria da un pianeta differente da quello di noi umani: sembrano non conoscere la povertà, la precarietà e i drammi quotidiani della società italiana. Anzichè di topi si nutrono di numeri, di grafici e di spread, non hanno mai fatto la spesa al mercato, preso un mezzo pubblico o fatto la filla alle Poste: le loro azioni e la loro esistenza sono esclusivamente finalizzate alla soddisfazione degli indici azionari, l’unico pensiero che hanno al mattino, il solo con il quale vanno ogni notte a dormire. Eppure i nuovi visitatori si sono camuffati bene, in giro si sente dire: “a me sembra un brav’uomo” (espressione che non sono mai riuscito a codificare nel corso della mia esistenza), “hanno restituito dignità all’Italia“, “ora siamo più considerati all’estero“, “poverini, piangono perchè la mala politica del passato li ha costretti a farci fare sacrifici“, ecc…
Noi della resistenza invece sappiamo e abbiamo dimostrato in più occasioni quali siano le reali intenzioni dei nuovi visitatori: prosciugare il popolo italiano del suo denaro per trasportarlo nel loro pianeta-banca, esattamente come i visitors degli anni ’80 pompavano di nascosto l’acqua dei fiumi sulle loro astronavi madre. Di recente lo abbiamo dimostrato sviscerando la manovra finanziaria con la quale Monti-Visitor rastrellerà il denaro della popolazione per creare un fondo di garanzia alle imprese gestito dalle banche, che a loro volta lucreranno sugli interessi e sulla riserva frazionaria (vedere articolo La Vaselina del Prof. Monti: come indebitare gli italiani con i loro stessi soldi), ma la stampa asservita al regime dei nuovi Visitors non ne vuole parlare, preferisce far discutere gli italiani sull’ICI della Chiesa o della CGIL, sugli stipendi dei parlamentari e sui loro privilegi: tutti temi assolutamente importanti ma che distraggono il popolo e i suoi rappresentanti dalla vera rapina in atto, quella del sangue (leggi denaro) che dal mercato viene trasferito nelle astronavi madre (leggi Unicredit, Intesa San Paolo etc..) degli alieni di palazzo Chigi.
Ma noi della resistenza non ci scoraggiamo: sappiamo che giorno dopo giorno sempre più persone si accorgono che sotto la pelle di queste “brave persone” si nascondono mostri al servizio della grande usura, sempre più persone cominciano a capire il grande inganno con il quale l’elite bancaria della BCE vuol sottomettere i popoli d’Europa: l’esproprio della sovranità degli Stati Nazionali diventa ogni giorno sempre più evidente e l’auspicio è quello che tra le fila dei parlamentari (che non sono tutti miracolati/raccomandati dalle segreterie di partito), delle persone impegnate in politica e quelle del mondo dell’informazione nasca una nuova Quinta Colonna in grado di scardinare il meccanismo democraticida messo in piedi dai nuovi Visitors. Noi della resistenza non ci rassegnamo all’idea qualunquista e sempliciotta che tutti i politici fanno schifo e che tutti i giornalisti cantano le lodi del padrone, perchè ciò significherebbe perdere ogni speranza.

Noi della resistenza agli alieni continuiamo a credere nella Politica, quella con la P maiuscola, quella fatta per servire il popolo, quella che trae le sue origini da radici profonde, quella che vuole riacquisire il dominio sull’economia, quella che vuol dare speranza e un futuro ai giovani, quella che nonostante tutto e tutti non s’arrende e non si piega al dominio della grande usura: la buona Politica è l’unica arma in grado di propagare nell’aria il germe della libertà, quello che uccide i mostri e libera gli uomini. E siccome la politica la fanno gli uomini, sta ad ognuno di noi dargli forza per cacciare gli alieni

domenica 4 dicembre 2011

Per una nuova Vandea

 


La classica lettura della storiografia contemporanea sulle guerre di Vandea tendono a liquidare la questione come una reazione clerical-monarchica alla Rivoluzione Francese. Subito dopo la presa della Bastiglia e prima ancora di aver tagliato la testa a Luigi XVI e Maria Antonietta, i rivoluzionari giacobini procedettero all’espropriazione di tutti i beni clericali che divenivano dal 2 Settembre 1789 proprietà della Nazione, pronti ad essere ceduti per riempire le casse del nuovo stato nascente. Per opporsi a quest’esproprio fatto in nome del popolo e della I Repubblica Francese clericali e nobili avrebbero – sempre secondo la storiografia progressista contemporanea – sobillato la classe proletaria contadina contro il nuovo regime rivoluzionario, per difendere i reazionari valori di Dio, Patria e Famiglia. Cittadini stolti e incapaci di comprendere l’inganno perpetrato dal vecchio potere politico in nome di valori frutto della religione, l’oppio dei popoli di cui parava Marx. Un giudizio sul popolo simile a quello che certa intellighentia dei giorni nostri tende a dare quando le elezioni vengono vinte dal “Cainano” di turno: il popolo è stolto e si fa abbindolare dalle false promesse che il Sultano di Hard-core emana attraverso i suoi potenti mezzi mediatici, detenendo ovviamente il controllo totale sull’informazione. Solo la minoranza illuminata del Paese è in grado di vedere l’inganno, grazie alla sua “superiorità culturale” che deve essere imposta attraverso gli alfieri della verità e della Justitia. In Italia questa cultura giacobina ha trovato in Travaglio, Santoro, Floris, Ezio Mauro, Padellaro e tutti gli altri esponenti del circo mediatico capital-progressista, degli ottimi interpreti. La magistratura impegnata e illuminata ha invece eseguito con grande impegno e costanza i precetti di detta cultura, di cui ne costituisce a pieno titolo il braccio armato.

Ma torniamo alla Vandea. Dalle memorie di guerra della signora La Rochejaq
Il Santo d'Anjou
uelein, vedova del comandante dell’esercito reale, scopriamo che furono proprio i contadini a trascinare clero e nobiltà nella rivolta contro il regime rivoluzionario. Molti storici sono propensi ad attribuire il successo dei “reazionari” nelle guerre di Vandea al fatto che ad insorgere fu proprio il popolo, che spesso sceglieva i suoi comandanti tra gli stessi contadini, come fu per il generalissimo Jacques de Cathelineau, un povero venditore ambulante che guidò l’esercito cattolico e reale. La Vandea infatti fu una vera e propria guerra di popolo a cui aderirono nobiltà e clero, spinti soprattutto dall’interesse di riconquistare i beni che i giacobini gli avevano sottratto.

Ma cos’è che spinse i contadini della Vandea ad insorgere? Ezra Pound diceva: non vedo nessuno se non è un cretino che oggi possa pensare di conoscere la storia senza capire l’economia. Proviamo quindi a gettare uno sguardo sulla situazione economica dell’epoca, cercando di vedere come cambiò l’economia francese dopo la rivoluzione. Abbiamo detto all’inizio che il primo provvedimento giacobino fu la confisca dei bene del clero, il secondo fu emettere attraverso il Tesoro dei titoli di prestito: gli assegnati. 
Gli assegnati nascono inizialmente come biglietti di stato “pagabili a vista al portatore” con i quali si potevano acquistare i beni di stato confiscati al clero. Così facendo lo Stato giacobino riusciva a incassare moneta sonante dando indietro dei titoli di carta che rappresentavano la promessa di cedere beni di stato. Con questo meccanismo lo Stato rastrellava attraverso la Banca economie prima ancora di vendere, producendo semplicemente un pezzo di carta.  Anne-Pierre de Montesquiou-Fézensac, deputato dell’Assemblea costituente francese dichiarò, parlando degli assegnati, che erano «il più costoso e disastroso dei prestiti». L’anno successivo alla prima emissione, gli assegnati diventarono essi stessi una moneta, esattamente come la sterlina inglese. Gli assegnati da titoli del tesoro divennero moneta di Banca non più di proprietà del portatore (come lo erano state fino al 1789 le sonanti monete romane) ma pagabile a vista al portatore: una moneta nominale, una moneta debito. Il prof. Francesco Lemmi, ordinario di Storia Moderna all’Università di Torino, affermò che la prima causa della Vandea fu la pesante pressione fiscale che il regime giacobino esercitò a seguito dell’emissione degli assegnati. I contadini della Vandea si ribellarono e insorsero contro la truffa giacobina che li aveva trasformati da proprietari a debitori della propria moneta attraverso l’esercizio del prelievo fiscale. L’assegnato fece una brutta fine: fu stampato senza controllo causando inflazione e aumento della pressione fiscale, fu ritirato nel 1797. Per un breve periodo si tornò alla moneta sonante, nel 1800 l’esperimento delle banconote nominali fu ripreso con la costituzione della Banca Centrale Francese, per opera di Napoleone.

La rivolta vandeana è una rivolta contro il liberismo economico di matrice giacobina: al grido di libertè, egalitè, fraternitè il regime giacobino aveva imposto la propria moneta-debito (durante il Terrore giacobino la non accettazione dell’assegnato comportava la pena di morte!) impoverendo il popolo con l’imposizione fiscale e rastrellando quella ‘buona’ di proprietà d
el portatore: un simbolo econometrico effettivamente rappresentante il valore del lavoro contadino che lasciava poco spazio alla speculazione.
La crisi dell’assegnato fu accelerata infatti dall’enorme speculazione dei mercati e dall’immissione ad opera della nemica Inghilterra di un enorme quantitativo di assegnati falsi (foto a destra). La Vandea segnò l’inizio delle battaglie del sangue contro l’oro.

Le condizioni politico-economiche attuali necessitano una nuova Vandea, un’insorgenza popolare fatta con i mezzi che lo Stato di diritto permette di utilizzare. Le banche che hanno decapitato la politica italiana ed europea e dopo aver imposto da secoli la moneta-debito, oggi si accingono a riscuotere inviando i loro esattori a liquidare gli stati. Quest’articolo viene scritto il giorno prima della manovra del neopresidente del Consiglio Monti, un uomo espressione diretta del mondo finanziario globale: l’esattore inviato dall’usuraio a prelevare la ricchezza del popolo attraverso tasse e svendita di beni pubblici e magari un domani anche alla sdemanializzazione. Parole come “crescita”, “sacrifici” e “spread” hanno sostituito l’ideologico motto giacobino libertè, egalitè, fraternitè e il governo delle banche ce li ripete di continuo utilizzando tutti i mezzi di cui dispone: vogliono convincerci che l’uomo e la sua esistenza sono esclusivamente riconducibili ai dettami dell’ideologia del terzo millennio: l’usura scambiata per libertà.

La nuova Vandea dev’essere una Vandea d’Europa che si ponga l’obiettivo principale di recuperare quella sovranità monetaria (e quindi anche quella politica) perduta nel 1694 con la creazione della Banca Centrale d’Inghilterra. Un’insorgenza che deve passare esclusivamente per una salda presa di coscienza da parte del popolo del sistema bancario della creazione del debito pubblico.

I contadini dell’epoca trascinarono clero e nobiltà a difendere i la propria terra e i loro valori, oggi l’unica vera rivoluzione che possiamo fare è recuperare quel senso d’appartenenza, quei valori e quell’indomito sentimento di libertà che nella storia ha nobilitato ed elevato l’essere umano. E’ il preludio della nuova Vandea Europea.